Aigues-Mortes – Il compagno di viaggio
Aigues-Mortes come non l'avete mai vista, raccontata da chi ci vive. Una guida scritta da un giornalista che abita entro le mura da oltre vent'anni e che vi conduce la visita guidata «Tout est faux !» – «È tutto falso!».
- Consigli pratici
- 12 falsi miti
- 15 leggende
Tre libri in un solo volume
Fondata da San Luigi, cinta da mura intatte da oltre sette secoli, circondata da stagni rosa, saline e fenicotteri: Aigues-Mortes è una delle città più sorprendenti della Francia del Sud. Molte guide della Camargue le dedicano appena tre pagine. Questo libro le dedica un volume intero – anzi tre: una guida per organizzare la visita, un libro di storia che separa i fatti dai falsi miti e una raccolta delle leggende che si raccontano qui da secoli. Ogni parte si può leggere da sola.
Consigli pratici
Tutto ciò che serve per preparare la visita e goderla sul posto:
- Come arrivare in auto, in treno, in aereo o in bici
- Un itinerario a piedi passo dopo passo, con la pianta della città
- La visita delle mura e della Tour de Constance
- Le saline, la Camargue e le spiagge
- Le escursioni a meno di un'ora: Montpellier, Nîmes, Arles
- I ristoranti dell'autore e dove dormire
- Dove parcheggiare e la festa della città
12 falsi miti
Alcune delle cose che "tutti sanno" su Aigues-Mortes si ripetono nelle guide, sui cartelli e durante le visite – e non sempre sono vere. Ogni falso mito viene esaminato alla luce delle fonti storiche.
San Luigi fondò la città per partire per la crociata?
Il mare arrivava fino alle mura?
Le saline sono naturali?
E alla fine, un quiz per mettervi alla prova.
15 leggende di Aigues-Mortes
Il cavallo Lou Drapé, la Dama Bianca, il tesoro dei Templari, la Vergine che piange… Le storie che ad Aigues-Mortes si tramandano da una generazione all'altra.
Quindici leggende da leggere ad alta voce la sera – o proprio nel luogo in cui sono ambientate, passeggiando sulle mura – con qualche spunto per interpretarle.
Agosto 1893: l'eccidio degli italiani
Il 16 e il 17 agosto 1893, ad Aigues-Mortes, i lavoratori italiani delle saline furono vittime di una caccia all'uomo. Erano venuti dal Piemonte, dalla Liguria, dalla Lombardia e dalla Toscana per la raccolta del sale. Il libro dedica a questa pagina di storia un capitolo intero: il contesto, i fatti, le vittime, il processo di Angoulême e la memoria di oggi.
Eccone un ampio estratto.
Aigues-Mortes, fine del XIX secolo. La vita della città ruota attorno alle saline, il cui sfruttamento si è intensificato con la modernizzazione industriale. Ogni estate centinaia di lavoratori stagionali arrivano per la raccolta del sale. Tra loro molti italiani, soprattutto piemontesi, ma anche liguri, lombardi e toscani, attratti dalla promessa di un salario regolare. Ma dietro questa convivenza si nascondono tensioni sociali e identitarie che sfoceranno in un dramma sanguinoso.
Un contesto esplosivo
All'epoca la Compagnie des Salins du Midi impiega per la «raccolta» del sale tra 1.200 e 1.300 operai. Nell'agosto 1893 gli italiani assunti sono 621, contro i 700–800 francesi. Accanto agli abitanti di Aigues-Mortes lavorano gli «ardéchois», contadini venuti dalle montagne dell'Ardèche e delle Cevenne, e i «trimards», uomini senza fissa dimora in cerca di qualche settimana di lavoro.
Il lavoro è estenuante: si comincia alle 6 del mattino e si finisce alle 7 di sera, sotto il sole di agosto, spingendo carriole di sale di quasi cento chili fino in cima alle camelle, alte a volte 20 metri. L'acqua potabile è razionata, la malaria è endemica e gli stagionali dormono in baracche di fortuna. Le squadre sono spesso formate secondo la regione d'origine.
Gli italiani, considerati robusti e resistenti, lavorano spesso a cottimo e vengono accusati di «abbassare i salari». Questa concorrenza, reale o presunta, alimenta il risentimento. La Francia sta attraversando una crisi economica: la fillossera ha devastato i vigneti e la disoccupazione cresce. Segno del clima dell'epoca, pochi giorni prima, l'8 agosto 1893, è stata votata una legge «sul soggiorno degli stranieri in Francia e sulla protezione del lavoro nazionale». I giornali locali alimentano le tensioni, denunciando un'«invasione straniera» che minaccerebbe il lavoro dei nativi.
16 agosto: la scintilla
Il 15 agosto è un giorno festivo: non si lavora. Gli operai, pagati il giorno prima, riempiono i caffè, e le parole contro la Compagnia e contro gli stranieri corrono di tavolo in tavolo.
La mattina del 16 agosto, nella salina della Fangouse, a circa otto chilometri dalla città, una squadra mista di trimards e di piemontesi lavora fianco a fianco. I trimards faticano a tenere il ritmo degli italiani e i toni si alzano. Le testimonianze divergono sull'origine esatta della rissa: secondo alcuni racconti, un piemontese avrebbe immerso nel secchio d'acqua potabile dei francesi il suo indumento impregnato di sale, un gesto vissuto come una provocazione. Volano sassi e manciate di sale; ci sono anche dei feriti. Intervengono il giudice di pace e i gendarmi, ma non riescono a calmare gli animi.
Nel pomeriggio alcuni trimards rientrano in città e diffondono false voci: gli italiani avrebbero ucciso dei francesi, avrebbero aggredito dei bambini… Queste voci, del tutto infondate, infiammano gli animi. La sera, un gruppo di italiani preso di mira dalla folla si rifugia in una panetteria. I rivoltosi tentano di darle fuoco. La fornaia li difende e i gendarmi riescono a evitare il peggio.
Nella notte il prefetto del Gard, Gustave Le Mallier, chiede l'invio dell'esercito. Le truppe arriveranno soltanto il giorno dopo, in serata. È ormai troppo tardi.
17 agosto: la caccia all'uomo
Il 17 agosto la situazione degenera. Una folla armata di bastoni, forconi, pietre e talvolta fucili si raduna e marcia verso le saline di Peccais, dove lavorano molti italiani. Il capitano della gendarmeria Cabley, con pochi uomini, tenta di proteggerli e di metterli al riparo: promette alla folla che gli italiani lasceranno la città con il primo treno e li scorta verso la stazione.
Ma lungo la strada la colonna viene assalita. I gendarmi, troppo pochi, non riescono a contenere la folla. Gli italiani vengono presi a sassate, bastonati, inseguiti nelle paludi e negli stagni. Alcuni vengono colpiti anche quando sono già a terra. La caccia all'uomo è spietata: le violenze si moltiplicano nelle strade, lungo i sentieri e fin dentro le paludi.
In città il sindaco, Marius Terras, fa affiggere un manifesto in cui si dichiara che «ogni soddisfazione è stata data agli operai francesi», come se le vittime fossero colpevoli. Sarà costretto a dimettersi poco dopo. In serata arriva finalmente il generale Albert Caze con un reggimento di fanteria e una cinquantina di cavalieri. I sopravvissuti vengono allora condotti alla stazione e partono in treno per Nîmes e Marsiglia.
Le vittime
Il bilancio ufficiale francese è di otto morti e una cinquantina di feriti; le autorità italiane parlano di 9 morti, 17 dispersi e un centinaio di feriti. Tutti italiani. Il numero reale resta ancora oggi discusso: le violenze avvennero in più luoghi, le testimonianze si contraddicono, e la stampa dell'epoca avanzò cifre ben più alte, fino a cinquanta morti, senza un conteggio verificato. Diciassette feriti erano troppo gravi per essere trasportati in treno; uno di loro morì di tetano un mese più tardi.
Otto vittime furono identificate:
- Bartolomeo Calori, 26 anni, di Torino;
- Giuseppe Merlo, 29 anni, di Centallo (Cuneo);
- Paolo Zanetti, 29 anni, di Nese (Bergamo);
- Vittorio Caffaro, 29 anni, di Pinerolo (Torino);
- Giovanni Bonetto, 31 anni, di Frassino (Cuneo);
- Lorenzo Rolando, 31 anni, di Altare (Savona);
- Amaddio Caponi, 35 anni, di San Miniato (Pisa);
- Carlo Tasso, 58 anni, di Cerrina Monferrato (Alessandria).
Una nona, Secondo Torchio, 24 anni, di Tigliole (Asti), scomparve: il suo corpo non fu mai ritrovato ed è presunto morto.
Lo sapevate?
Tutto cominciò con una voce falsa: nessun francese era stato ucciso dagli italiani. È anche per questo che la visita «È tutto falso!» si conclude davanti alla targa in omaggio alle vittime, inaugurata nel 2018 sulla facciata del municipio: un falso mito, ripetuto da una folla, può uccidere.
Nel libro, il capitolo prosegue con lo scandalo nazionale e internazionale che seguì l'eccidio, il processo di Angoulême e la lunga strada della memoria, fino alle commemorazioni di oggi. Acquista il libro.
Un giorno ad Aigues-Mortes
Avete una sola giornata? Ecco il programma proposto dall'autore: un capitolo intero della guida pratica, che potete leggere gratuitamente anche nell'anteprima Kindle.
Vivo ad Aigues-Mortes da più di vent'anni. Appena si varcano le mura si ha la sensazione di entrare in un altro mondo: si rallenta spontaneamente, il centro storico si apprezza meglio a piedi e si passeggia senza stress nella zona pedonale entro le mura. Se avete una sola giornata, ecco il programma che vi propongo.
Al mattino
Il trenino turistico (Petit train) può sembrare un po' un luogo comune, eppure lo consiglio per cominciare, soprattutto con i bambini: si fa il giro completo della città con spiegazioni semplici e accessibili. La partenza e la biglietteria sono alla Porte de la Gardette; la prenotazione serve solo per i gruppi. Di norma è in servizio da aprile a fine settembre e durante le vacanze scolastiche francesi di Ognissanti. Proprio accanto si trova l'unico ingresso delle Torri e delle Mura.
In pratica: partenza dalla Porte de la Gardette, accanto al parcheggio P1. Il giro dura circa 25 minuti, con partenze all'incirca ogni 40 minuti. Biglietto adulti: 6 €; bambini: 3 €; gratuito per i minori di 4 anni. Il commento è disponibile in diverse lingue, tra cui l'italiano. Informazioni: petittrain-aiguesmortes.fr.
La visita guidata «Tout est faux !» («È tutto falso!»), che conduco io stesso, ripercorre i falsi miti e le leggende della città. Appuntamento alle 11 in Place Saint-Louis, su prenotazione. La visita si svolge in francese; nel libro trovate lo stesso itinerario da percorrere da soli, in italiano.
A pranzo
Prima di pranzo, fate una passeggiata per le vie all'interno delle mura. I miei indirizzi preferiti sono raccolti nel capitolo «Mangiare e bere» del libro.
Nel pomeriggio: quattro possibilità
- Le Torri e le Mura. L'ingresso è a pagamento. Si percorre il cammino di ronda e si sale nelle torri, tra cui la Tour de Constance.
- Le saline. Si possono visitare a piedi, in bicicletta o a bordo di un trenino, che però non circola tutto l'anno.
- La Maison du Grand Site de France. L'ingresso è gratuito; un sentiero naturalistico attraversa gli stagni. A mio parere, è una tappa da non perdere.
- Una crociera in Camargue. Percorre i canali e fa tappa in una manade, un allevamento di tori della Camargue.
Per ammirare il tramonto, consiglio le mura meridionali: le porte della città si stagliano contro il cielo e le saline sono a pochi passi. È un luogo ideale per scattare fotografie.
Buono a sapersi
Basta una giornata? Non proprio: la città merita più tempo. Se viaggiate con bambini, prevedete almeno due giorni per godervela senza fretta.
Quando venire? In primavera e in autunno. Le vacanze di Pasqua e di Ognissanti sono perfette; in autunno fa in media un po' più caldo, ma piove un po' più spesso. Se non siete legati alle vacanze scolastiche, preferite settembre a giugno: a giugno può già fare molto caldo (il record di temperatura ad Aigues-Mortes, 40,9 °C, risale al giugno 2019). In piena estate, visitate la città di primo mattino o nel tardo pomeriggio.
Che cosa portare? Crema solare, cappello, una borraccia piena e lo smartphone carico per le foto. Un piccolo binocolo è un piacere sulle mura e nelle saline.
Zanzare e mistral? In estate e in autunno le zanzare sono numerose in Camargue, soprattutto di sera e in prossimità dell'acqua. Il repellente che, secondo la mia esperienza, funziona meglio è Insect Ecran Zones Tropicales (50 % di DEET), in farmacia. Quando soffia il mistral, questo vento da nord può essere forte e fresco anche sotto un sole splendente: portate una giacca a vento.
Con il passeggino? Si può, anche sulle strade lastricate; in piena estate, con la folla, è più complicato. Per la visita delle Torri e delle Mura il passeggino resta all'accoglienza.
Dove parcheggiare? Vedi parcheggi e ricarica elettrica qui sotto.
Il libro prosegue con l'itinerario a piedi passo dopo passo, la visita delle mura, le escursioni nei dintorni, i ristoranti, dove dormire – e poi i 12 falsi miti e le 15 leggende. Acquista il libro.
Dove parcheggiare ad Aigues-Mortes
È la prima domanda di quasi tutti i visitatori. Ecco i consigli dell'autore, tratti anch'essi dalla guida pratica.
All'interno delle mura, il parcheggio è riservato ai residenti, ai clienti degli hotel e ai servizi di emergenza. I visitatori parcheggiano in uno dei parcheggi intorno alle mura. In genere è abbastanza facile trovare un posto; all'inizio di agosto è meno scontato, ma è rarissimo non trovarne affatto.
Quale parcheggio scegliere?
- P2 e P3 sono ai piedi delle mura. Sono a pagamento e spesso pieni nei fine settimana e durante le vacanze.
- P4 e P5 hanno più spesso posti liberi. Il P4 è una vasta area non asfaltata; quando c'è molta affluenza, l'uscita può richiedere tempo.
- P6 e P7 sono a pagamento (parchimetri) e chiusi il mercoledì e il sabato mattina, giorni di mercato. I controlli sono frequenti.
- P8 è gratuito, ma piccolo; calcolate una decina di minuti a piedi.
- Il parcheggio Constance, all'ingresso della città dal lato della stazione, è anch'esso gratuito, a una decina di minuti a piedi dalle mura.
- P9 è il meno caro dei parcheggi a pagamento, a una quindicina di minuti a piedi dalle mura.
In camper
C'è una sola possibilità: il parcheggio P4, quasi ai piedi delle mura orientali. È dotato di colonnina di servizio, allacci per l'acqua, raccolta dei rifiuti, scarico delle acque grigie e nere e servizi igienici pubblici. Unico difetto: d'estate c'è moltissima polvere.
Ricaricare l'auto elettrica
Non è semplice: parlo per esperienza, perché possiedo un'auto elettrica. Vicino alle mura ci sono quattro colonnine della rete reGARD: due in Rue du Faubourg de la Fraternité (a cinque-dieci minuti dalle mura) e due in Chemin du Mas d'Avon (a dieci minuti), raramente occupate tutte nello stesso momento. Il comune ha installato anche nuove colonnine nel parcheggio Constance e nel P8; per una ricarica lenta sono care.
Nelle immediate vicinanze delle mura non ci sono ricariche rapide. La soluzione più affidabile è ricorrere alle colonnine rapide del parcheggio del Lidl e della vicina zona artigianale, a tariffe variabili. La soluzione più economica resta quella del Lidl con la carta Lidl Plus.
Informazioni verificate nell'autunno 2026. Prezzi, orari e calendari possono cambiare.
Nel libro trovate le piante con tutti i parcheggi e le colonnine di ricarica. Acquista il libro.
Non avete in programma un viaggio? È anche per voi
Due dei tre libri di questo volume non parlano di viaggi, ma di storia e di racconti. Non serve venire ad Aigues-Mortes per apprezzarli.
Ci siete già stati
Scoprite che cosa avete visto davvero – e quali delle storie che vi hanno raccontato erano vere.
Amate la storia e le leggende
Una città medievale raccontata attraverso i suoi falsi miti, le sue leggende e una pagina di storia che riguarda anche l'Italia.
Cercate un regalo
Per chi ama la Francia, il Sud, il Medioevo – o parla ancora delle sue vacanze in Camargue.
L'autore
Dimitri Moulins è stato giornalista per oltre 25 anni nei media nazionali francesi. Vive ad Aigues-Mortes dal 2004, scrive libri sulla città e vi conduce la visita guidata «Tout est faux !» («È tutto falso!»), che separa la vera storia della città dai racconti che le sono cresciuti intorno.
I suoi libri su Aigues-Mortes in francese hanno venduto oltre 500 copie nell'estate 2026, e più di 100 visitatori hanno partecipato alla sua visita guidata nella stessa estate.
Acquista il libro
Da leggere prima di partire, durante la visita o a casa. Scegliete il negozio Amazon del vostro Paese:
Gratis con Kindle Unlimited. Con fotografie a colori dell'autore e piante della città.
Domande frequenti
Vale la pena leggerlo anche se non vado ad Aigues-Mortes?
Sì. I falsi miti, le leggende e il capitolo sull'eccidio del 1893 parlano di storia e di racconti, non di viaggi. Si leggono con piacere ovunque, che siate già stati ad Aigues-Mortes, che ci andiate presto o che amiate semplicemente la storia.
Il libro parla dell'eccidio degli italiani del 1893?
Sì, un capitolo intero: il contesto, i fatti, le vittime, il processo di Angoulême e la memoria di oggi.
È utile se ho una sola giornata?
Sì. La guida pratica propone il programma di una giornata ad Aigues-Mortes, i consigli per parcheggiare e un itinerario a piedi da seguire da soli.
Kindle o cartaceo?
Il Kindle è comodo sullo smartphone mentre passeggiate per la città. Il cartaceo è perfetto da leggere prima di partire, da conservare come ricordo o da regalare.
È adatto alle famiglie con bambini?
Sì: la guida dà consigli per chi viaggia con bambini, e le leggende sono scritte per essere lette ad alta voce.
Dimitri Moulins
Découvrez Aigues-Mortes autrement.
Visite guidée d’Aigues-Mortes
Livres & cahiers d’activités sur Aigues-Mortes (éditions Elmoka)
Mes garanties
- Des guides indépendants : aucun contenu sponsorisé
- Des infos récentes : dernière mise à jour en septembre 2026
- Des conseils personnels pour partager mes bons plans avec vous